EFSA ha valutato un olio ricco in DHA ottenuto da Schizochytrium sp. A2 e proposto per formule per lattanti e formule di proseguimento. La documentazione non ha consentito di dimostrare in modo conclusivo l’identità del ceppo produttore a livello di specie.
L’identità dell’organismo è centrale perché collega il processo produttivo alla storia d’uso, al potenziale tossigenico, ai contaminanti e alla riproducibilità del materiale. Se questo nodo rimane aperto, anche dati compositivi apparentemente solidi perdono parte del loro significato regolatorio.
Per ingredient scouting e due diligence, il caso suggerisce di verificare precocemente deposito del ceppo, metodi genomici, purezza della coltura, tracciabilità e coerenza fra organismo descritto e processo industriale.
Il parere non classifica come insicura l’intera categoria degli oli algali. Indica che, per il prodotto e gli usi valutati, le informazioni disponibili non erano sufficienti a concludere sulla sicurezza.
Il caso mostra che identità microbica, tracciabilità e metodo di caratterizzazione sono prerequisiti del dossier, non dettagli da completare dopo gli studi sul prodotto.
L’assenza di una conclusione favorevole non dimostra che tutti gli oli da Schizochytrium siano insicuri. Il problema riguarda il materiale e la documentazione valutati.
Nota editoriale. Il contenuto è informativo e rivolto a professionisti del settore. Non costituisce consiglio medico, indicazione terapeutica o parere regolatorio. Consulta il metodo editoriale.
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